GREIS e la vita a fumetti mediamente catastrofica
La prima cosa strana che ha fatto Grazia Rongo da bambina è stata sfogliare la Settimana Enigmistica che comprava papà non per risolvere cruciverba ma per copiare le vignette. A 16 anni, nel pieno della crisi adolescenziale, si è guardata allo specchio e si è disegnata come si vedeva. Così è nata Greis, una Grazia speculare: somigliante, ma non identica.
Da “grande”, tra un Tg e un reportage televisivo, ha imbracciato di nuovo la matita e ha ritrovato una Greis senza le paturnie dell’adolescenza, ma le ansie e gli sbalzi di umore di ogni donna che ha a che fare con giornate mediamente catastrofiche.
La vita quotidiana di Greis, pubblicata sui social, ha presto traslocato sulla prima pagina di Repubblica Bari dove ogni domenica i suoi guai settimanali si intrecciano con le vicende di politica, costume e gossip della Puglia. Ma in fondo la notorietà non le pesa: resta con i piedi per terra e un occhio alla bilancia. Del resto il suo motto è “sorridi anche quando non ti passa”.